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Autore: Lusetti Volfango
Anno di pubblicazione: 2006
Codice ISBN: 88-8358-856-8
Collana: Psicologia dei comportamenti e delle devianze, Pagine: 448
Prezzo: € 33.00
Editore: Armando
L’autore, coniugando in un’ottica neo-darwiniana numerose conoscenze
che riguardano l’uomo, la sua biologia, la sua storia, il suo sviluppo
psicologico e quello antropologico, propone una originalissima ipotesi per spiegare
la nascita della coscienza. Secondo l’autore, dopo un misterioso evento
catastrofico, i nostri antenati, per sopravvivere alla penuria di cibo, dettero
corso al cannibalismo. Un evento che mise in pericolo la specie umana e al quale
la femmina reagì per prima, salvandola. In questo libro avvincente e
terribile, la “solitudine” della nostra specie, il mistero delle
malattie mentali, e molte forme di predazione dell’uomo sull’uomo,
vengono viste come tracce di questo “evento originario”: una spietata
auto-selezione cannibalica della specie, che eliminò chi non era ricettivo
sessualmente e chi non sapeva parlare. Una sua traccia inquietante sono le malattie
mentali, con le loro voci di allarme e di persecuzione. L’ultima tappa
dell’evoluzione umana è stata infine l’autocoscienza: una
“malattia mentale” anch’essa, perché accompagnata dal
tormento della coscienza del pericolo e dal dolore della colpa, ma anche dalla
capacità di autocontrollo e di libera scelta.
Volfango Lusetti esercita la professione di psichiatra dal
1975. Ha contribuito a numerose esperienze di superamento degli Ospedali Psichiatrici,
prima e dopo il varo della legge 180 ed ha diretto per molti anni le attività
psichiatriche sul "territorio" di alcuni Dipartimenti di Salute Mentale.
Attualmente è primario del reparto psichiatrico (SPDC) dell'Ospedale
di Tivoli (Roma).
Analista Didatta della Associazione Italiana di Analisi Mentale di Roma (LAIAM),
è autore di numerosi articoli pubblicati su riviste specialistiche. Ha
infine curato il volume Corrispondenza negata (Pisa 1983), una raccolta di lettere
di ricoverati mai spedite.
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